Il tunnel degli innamorati, una cascata incantata e la leggenda di Pinocchio: una fiaba a 20 minuti da Roma

A Roma i posti nascosti, segreti, di nicchia, sono tantissimi, ma purtroppo troppo spesso sono conosciuti da tutti e inflazionati. Ma fuori Roma? Ci sono una marea di posti pazzeschi che invece pochi conoscono.

Immaginatevi un posto non troppo distante da Roma, diciamo 20 minuti. Un posto che nessuno conosce, in cui è facile parcheggiare. Un posto in cui c’è un sito archeologico romano di nicchia, un posto in cui c’è un bel fiume, con due cascate e per raggiungerlo si percorre un ponticello romantico tra due cascate.

Immaginatevi che in questo luogo ci abbiano girato un film storico per la cinematografia italiana. Immaginatevi anche che nello stesso posto c’è un tunnel degli innamorati dove vincere una prova di amore con la propria anima gemella e che si può fare una passeggiata di 10 minuti per ritrovarsi in un posto che sembra un campo incolto cubano. Provate a immaginare un posto in cui c’è tutto questo e dove si mangia pure bene in un ristorante suggestivo e autentico.

Beh noi facevamo fatica a immaginarcelo, pensavamo non esistesse, prima di conoscere l’Antico Mulino a Veio. Ecco, abbiamo spoilerato il nome, ma vogliamo raccontarvi anche tutto il resto che ci immaginavamo.

Andiamo con ordine. L’Antico Mulino a Veio è a Isola Farnese, 20 minuti dal centro di Roma quando non c’è traffico. E’ un posto che la maggior parte della gente non sa neanche che esiste, quindi non ci troverete mai il marasma odiato da noi fuoriportisti.

L’Antico Mulino a Veio è accanto al Santuario di Apollo ed Ercole, nell’Area Archeologica di Veio. Proprio lì accanto c’è il fiume Piordo, dominato dalla Cascata della Mola, un posto che sembra uscito dalla Bella e la Bestia. La vista migliore della cascata è da un suggestivo ponticello che la divide con un’altra cascata, più selvaggia, alla Into the Wild questa. Si dice che per identificare l’anima di una persona si chieda quale delle due preferisca.

Eppure qualcuno l’Antico Mulino a Veio già lo aveva visto, anzi milioni di persone lo avevano visto, perché proprio lì davanti Comencini ci ha girato Pinocchio nel 1972, quello con Manfredi che fa Geppetto. Ci sono persino ancora gli anelli di marmo dove Pinocchio nascose la moneta d’oro che il Gatto e la Volpe gli rubarono.

Dopo gli anelli di Pinocchio si attraversa il ponticello tra le due cascate e si arriva alla parte più romantica dell’esperienza: il Tunnel degli innamorati.

La leggenda narra che solo quando è vero amore i due innamorati si incontrano dentro il tunnel. La prova da fare consiste in questo: ognuno dei due innamorati entra da una delle due aperture del tunnel, si comincia a camminare nello stesso momento verso dentro, e solo se i due riescono, camminando rigorosamente al buio, a ritrovarsi dentro il tunnel, solo lì vuol dire che è vero amore.

E se la prova è superata, ma anche se non lo è, si va a fare una passeggiata a pochi metri da lì, prendendo la strada in salita. Dove si arriva in un posto desolato che sembra uscito da un film di Antonioni.

Anche se questo posto incantato è pieno di magie, il pezzo forte è il mangiare. Perché in mezzo a questa fiaba c’è anche un ristorante, l’Antico Mulino a Veio appunto, che è l’unico posto che poteva convivere con queste meraviglie senza sfigurare.

Già il posto, situato accanto al fiume subito sopra la cascata, è uno spettacolo. E quando si mangia si completa l’aspettativa. Un posto che sembra fermo nel tempo, un tempo passato in cui però sono arrivati dal futuro due chef. Un simposio perfetto tra tradizione e innovazione.

Dai salumi artigianali, fatti come una volta da un’abbazia di monaci. Fino alla pasta fresca rigorosamente fatta in casa. Dal raviolo con la fonduta di grana e tartufo mantecato con funghi porcini e il tartufo grattugiato fresco sopra, alla pappardella al cinghiale, anche quella stesa rigorosamente a mattarello in casa.

Per non parlare dei secondi di carne e del tiramisù da fare invidia alle migliori trattorie di Roma. Insomma, cari lettori, un posto che ci ha lasciato a bocca aperta, insieme al resto dell’esperienza che abbiamo raccontato. E che forse ci stiamo già pentendo di aver raccontato per paura di aver intaccato la sua meravigliosa esclusività.

Distanza dal centro? 30 minuti (20 senza traffico)

Chi ce porti? Coppia, famiglia

Cucina? Nonna moderna

Si, ma il bagno? Come quello di casa

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