Villa Adriana: se ci sei stato solo da piccolo devi tornarci ora

Villa Adriana è un viaggio nel tempo già prima di entrare. Infatti, se Google Maps vi è favorevole, per arrivare farete una scorciatoia per i campi che assomiglia molto alla strada di “Non ci resta che piangere”, dove Massimo Troisi e Roberto Benigni si perdono e poi si ritrovano nel 1400.

Un percorso selvaggio e disabitato che finisce nel parcheggio dietro la biglietteria di Villa Adriana, dove vi sembrerà di essere, non nel 1400, ma negli anni ’80 si. Infatti la struttura e i tempi della biglietteria sono molto Prima Repubblica, ma ci sta ed è bello così. L’atmosfera è da gita delle elementari.

Una volta fatto il biglietto e presa l’audioguida (perché dovete prenderla sennò perdete la metà del valore del posto), inizia il vero viaggio nel tempo, ma non negli anni ’80 e neanche nel 1400. Direttamente nel 118 d.C.

A quel punto manca solo qualche metro su una lingua d’asfalto in salita per arrivare a Villa Adriana, e già quando si intravede da lontano si inizia a respirare quell’aria di sfarzo e grandezza che Adriano voleva trasmettere quando fece costruire la sua residenza per la villeggiatura. Per intenderci, lo Stato del Vaticano è 440 mila metri quadrati, Villa Adriana più del doppio: un milione di metri quadrati.

L’impatto con la megalomania di Adriano si ha fin dal Pecile, per Adriano una semplice piscina, per noi un mare in miniatura. Un lago d’acqua enorme circondato da quello che un tempo erano dei portici maestosi. Lo specchio d’acqua è contornato da cipressi che si affacciano su una terrazza da cui si vede tutta Roma. Adriano se l’era scelta bene la posizione.

Vi sentirete disorientati dallo sfarzo, e calpestando la pavimentazione ancora visibile dell’Edificio con Tre Esedre potrete aspettarvi da un momento all’altro l’uscita di un’ancella in veste bianca da uno dei muri in stile Ben-Hur. E inizierete a sentire una musica trionfale in sottofondo mentre vi avvicinate al Canopo.

Il Canopo, una delle star di Villa Adriana, è una vasca ispirata al delta del Nilo, contornata da un colonnato di famose statue greche, e che finisce in un’esedra enorme in cui c’erano giochi d’acqua di ogni tipo e uno spazio per i banchetti.

La visita potrebbe anche finire qui, e già sarebbe una gita indimenticabile, ma c’è ancora tutta la parte delle Piccole e delle Grandi Terme, poi la Caserma dei Vigili prima di un’altra perla di diamante di Villa Adriana: il Palazzo Imperiale.

La Piazza d’Oro, il Teatro Marittimo e il Cortile delle Biblioteche saranno solo la ciliegina sulla torta di un tour che non è virtuale ma che sembra virtuale, perché passeggiando per Villa Adriana la domanda che ci si pone è se si ci sta muovendo nello spazio o nel tempo.

Tivoli non solo grazie a Villa Adriana è una “mecca” della cultura mondiale, perché più vicino al centro e al nostro tempo c’è Villa d’Este, ma le dedicheremo un articolo a parte, se lo merita.

Se volete farvi una buona mangiata a buon prezzo vicino Tivoli vi consigliamo l’Osteria La Briciola, consigliato non solo da noi ma anche da Tripadvisor, Fuori Casello e, tra poco, anche Osterie Slow Food. Meritato in tutti i casi.

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