Da Annarella a Monterotondo: la nonna che cucina ancora come una volta

A Roma di posti dove si mangia bene e l’atmosfera ti fa sentire a casa ce ne sono diversi, ma quanti ancora c’hanno nonna che ti cucina? Pochi e chi li conosce non te li dice.

Eh si, perché ammettiamolo, molti di noi hanno quel ristorante a cui sono affezionati, dove magari non riescono ad andare tanto spesso quanto vorrebbero, ma quando ci tornano vogliono che sia come se lo ricordavano: quell’atmosfera, quei ricordi e quella cucina.

Beh! Noi in 20 minuti, partendo da Roma, abbiamo avuto la fortuna di andare da Annarella, la nonna di tutti i Monterotondesi, a mangiare quello che c’è. Sì, perché da Annarella tu arrivi e quello che c’è oggi ti mangi. Noi siamo andati con Pier Paolo, un monterotondese doc che da generazioni abita tra Monterotondo e Mentana e ci ha raccontato un pò di storie sul paese, che iniziavano o finivano tutte qui: da Annarella e Sandra.

Partiamo dicendo che ogni monterotondese che si rispetti, almeno una volta, o meglio una volta a settimana, è andato a mangiare dopo scuola da Annarella e Sandra, magari il giovedì “che ci so gli gnocchi”. Annarella in cucina e Sandra, sua figlia, che si divide tra prenotazioni e sala.

Noi siamo capitati di mercoledì per un pranzo che doveva essere di lavoro. Appena entrati siamo stati accolti dal sorriso contagioso di Sandra, che nonostante fossimo arrivati quasi in chiusura, ammiccando, ci ha fatto accomodare.

Nessuna insegna, nessuna prenotazione, una sola sala rettangolare, tavoli disposti lungo il perimetro e in fondo, rialzata, si affaccia la cucina. Tra un fumo e una sfiammata si riesce a intravedere anche lei, Annarella, che armeggia tra i fornelli, lasciando “scivolare” in tutta la sala un profumino che immediatamente stimola la salivazione.

Alla fine, con quella magnifica atmosfera di casa, potete immaginare come è proseguito il pranzo di lavoro: pasta e facioli o pasta al tonno, baccalà al vapore o fritto e cicoria ripassata, Nepi in vetro, mezzo rosso e poi via per i vicoli di Monterotondo.

Esci dal ristorante, o mejo da casa de’ nonna, e sei nel centro storico di Monterotondo. Passeggi un pò scendendo verso sinistra e dopo pochi metri ti trovi nella piazza dell’Orologio.

Superata la piazzetta, scendendo verso destra arrivi sul pezzo forte della passeggiata, la via del Corso di Monterotondo: via Cavour.

La via parte da Piazza del Popolo, si si chiama così, e termina sulla piazza del Duomo di Monterotondo, dove i bambini giocano tutti i pomeriggi e l’estate si organizzano feste ed eventi. Il Duomo è molto ben conservato, edificato per la volontà della famiglia dei Barberini quando conquistarono il feudo agli Orsini.

Monterotondo è uno di quei comuni di Roma che sono praticamente una città a parte, sono 40 mila abitanti e “c’hanno tutto”, quindi, non hanno troppa voglia di andare a Roma e in centro “ce vanno perchè ce devono annà”. Ormai sono quelli del centro che iniziano a spostarsi li, visto che con 20 minuti sei a Roma.