Canale Monterano: il borgo fantasma con la fontana del Bernini

Visitare Monterano è un po’ come accompagnare Dante nella selva oscura. Una città fantasma ad ovest del lago di Bracciano dove si alternano paesaggi selvaggi alle architetture solenni del Bernini.

Di origine etrusca, Monterano raggiunge il suo periodo di massimo splendore grazie al ducato della famiglia Altieri. Quando passa alla Repubblica Romana decade a poco a poco fino a ricevere il colpo di grazia con l’epidemia del 1770.

Oggi per raggiungere l’antica Monterano si passa attraverso un breve sentiero, che parte dall’omonimo canale e si alterna tra paesaggi contrastanti, accomunati da un carattere insolito, e, a tratti, minaccioso.

Si parte dalla Cascata di Diosilla e si continua lungo il torrente. D’un tratto, la natura cambia in un’arida spianata con sorgenti sulfuree, arrivando infine alle rovine. Qui, al posto del “Lasciate ogni speranza o voi che entrate” ci accoglie calorosamente il “Ponte del Diavolo”. Un acquedotto romano ad arcate che inaugura uno spiano di tufo da brivido. Una leggenda popolare vuole che sia stato opera del Demonio e questo ci incuriosisce ancora di più.

La prima cosa, che salta subito agli occhi, è la Fontana “Capricciosa”, così chiamata per le sue fondamenta rocciose, impreziosita dalla statua di un Leone: una delle tre fiere infernali, che provocheranno all’impavido Dante uno dei suoi tanti svenimenti. C’è anche chi crede che in realtà il nome sia per il carattere estroverso del Bernini.

Proseguendo, si intravede la splendida facciata del castello medievale, diventata palazzo baronale degli Altieri nel 1672. La chicca di Monterano è, però, il maestoso Convento di San Bonaventura che per molti sarà un déjà vu. I più esperti ricorderanno il paesaggio spettrale del celebre “Ben Hur”, mentre se siete più tipi da telenovela vi ricorderete delle “Tre rose di Eva”.

In realtà, l’esperienza tra i riflettori è ben più lunga per Monterano e continua oggi. Vi ricorderete de “Il Marchese del Grillo”. Beh qui girarono l’esilarante scena di Alberto Sordi che incontra Don Bastiano. Mentre in tempi più recenti è stata il set per una campagna pubblicitaria di Gucci e del video del successo di Achille Lauro “Me ne frego”.

Il convento di epoca rinascimentale, al tempo ricco di reliquie e affreschi, ha annessa la Chiesa a croce greca “divorata” dall’interno da un albero di fico, simbolo del legame tra arte e natura, consacrata in questo scenario, che merita un’oretta di macchina. Unica raccomandazione: Monterano è “fantasma” nel vero senso della parola, per cui munitevi di provviste e lucerne, qualora voleste diventare il Dante moderno, perché non ci saranno bar e ristoranti a venirvi in soccorso come Virgilio.

Photo credit: AndreLuco10 & Theyabag

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