Cervara di Roma: il “Paese degli Artisti” a un’ora da Roma

Il viaggio per Cervara non è tanto il tratto di strada per arrivarci (poco più di un’ora dalla Capitale), quanto Cervara stessa. Noi ve l’avevamo già consigliata e ora vi raccontiamo qualcosa in più, ma per sdebitarvi dovete promettere di andarci!

Forse alcuni di voi ancora si ricordano quando a scuola ci ammorbavano con la storia del Grand Tour, in caso contrario vi diamo una spolverata. Si trattava di un viaggio in Italia che i giovani nobili europei ricevevano come premio per la pagella, riconoscendo la netta superiorità artistica del Bel Paese (e chi può dargli torto?).

Ebbene Cervara, nel suo “silenzio perfetto”, come suggerisce Samuel Morse, fu tra le mete più fortunate. Qualcuno potrebbe storcere il naso, ma in realtà fu proprio l’idea di un ambiente intimo a renderla la Home Sweet Home di Koch, Hébert e Corot. Non è un caso che vanti il titolo di “Paese degli artisti”. A questi non passarono inosservate nemmeno le cervarole, al punto da ingaggiarle come Muse ispiratrici.

Grazie al suo passato, oggi Cervara è una scoperta costante; i sali scendi continui tra murales allegorici e sculture culminano nel biglietto da visita del borgo: la Scalinata degli Artisti, che funge “ponte” tra la piazza a valle e quella centrale del borgo.

Le 10 sculture che la adornano sono un omaggio alla donna. Ma forse la cosa di cui i cervaresi vanno più fieri, un po’ come il Colosseo che all’estero diventa il nostro santino, è il Notturno-Passacaglia di Ennio Morricone, il suo inno per la cittadina inciso sulla roccia.

La sua storia d’amore per Cervara è stata la storia di una vita: il suo soggiorno di ben 30 anni sottintende quanto non si possa parlare dell’uno senza l’altro, tanto che lo stesso compositore disse: “In questo bellissimo ambiente ho trovato spesso fonte d’ispirazione per le musiche che ho scritto e che vivono di questa trovata serenità”.

Dal 2006 è cittadino onorario di Cervara. Ciliegina sulla torta: non bastava a Cervara essere considerata la meta di vacanza preferita dai ricchi europei, ma ha voluto eccellere anche in campo naturale-scientifico. È infatti l’ingresso del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, il polmone verde laziale, consigliatissimo ai tipi più sportivi per la grande varietà di discipline che vi si possono praticare.

Se invece volete anche voi lasciarvi trasportare dal clima intellettuale del borgo vi consigliamo la visita all’Osservatorio astronomico.

Leave a Reply

Your email address will not be published.