Trevignano Romano: il borgo “vitruviano” a mezz’ora da Roma

A 30 minuti dalla Capitale sorge un’oasi di pace che coniuga la natura con le sue antiche radici etrusche e ci proietta in una dimensione quasi ultraterrena dove il confine tra presente e passato è labilissimo. Perdersi tra le viette di Trevignano Romano e non trovare più la via di uscita diventa quasi un piacere per la cura e l’amore con cui vengono custodite.

La straordinarietà di Trevignano Romano sta infatti proprio nel saper farti dimenticare per un istante di tutti i problemi quotidiani che ti angustiano (e se ci dicono così abbiamo già prenotato albergo e ristorante), e questo è possibile solo grazie alla sua magica simbiosi tra arte e natura.

Una bellezza perfetta e disarmante che nasce dalla sua posizione su un’insenatura del lago di Bracciano: il borgo “vitruviano” infatti idealmente coincide col vertice superiore di un triangolo equilatero ai cui lati è affiancato da Bracciano e Anguillara Sabazia. Trevignano Romano regna sovrana sugli altri paesi non solo per la sua collocazione: in ogni angolo del paese infatti si percepisce la premura dei cittadini di renderlo quasi di casa per i turisti.

Grazie ai nostri contatti internazionali abbiamo conosciuto una ragazza americana venuta a studiare enologia in Italia che è stata la dimostrazione di come Trevignano riscuota un successo mondiale. L’errata aspettativa di Roma come un luogo idillico l’aveva tradita al punto che le sue visite con la guida turistica le avevano prosciugato tutte le energie. Ancora benedice il giorno in cui per caso conobbe Trevignano: dopo essersi voluta fare portare per 3 giorni consecutivi, ora è una dei suoi più fedeli cittadini!

Ed è proprio grazie a questo clima così accogliente che, nella sua bellezza ideale, il borgo laziale riesce a rimanere coi piedi per terra: se in un primo momento vogliamo godere dell’arte della Chiesa della Madonna Assunta in Cielo e la sua perla artistica della scuola di Raffaello, la Dormizione della Madonna, o se ci interessano luoghi più impervi come la Rocca Orsini di cui oggi rimane quasi solo lo scheletro a seguito delle ingiurie del tempo e delle guerre, ci potremmo poi rifocillare in uno dei tanti ristoranti di pesce.

Gli spinaci di Braccio di Ferro della situazione sono i cosiddetti “lattarini fritti”, dei pesciolini di lago simili alle sarde di mare. Prendete nota: il 20 maggio, in occasione della Festa patronale di San Bernardino da Siena c’è da leccarsi i baffi con la Sagra del Pesce Marinato.

È scientificamente provato che non ne potrete più fare a meno, ma Trevignano ha pensato anche alla vostra salute: dopo la parentesi culinaria vi aspetta una bella passeggiata tra le rive del lago di Bracciano e il suo Parco naturale, consapevoli che la vista del tramonto (e dei cigni e delle anatre che se vostro nonno da piccoli non vi ha portato a Trevignano solo per quelle potete dire di aver avuto una infanzia triste) vi farà riconciliare nello spirito.

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